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Lambrusco Foglia Frastagliata Vallagarina IGT Bio - Vallarom

VITNVLLFF18

E’ il vitigno a bacca nera forse più importante della bassa Vallagarina. Ricerche effettuate recentemente dimostrano che il Lambrusco F.F. ha forti legami filogenetici con viti selvatiche trovate nei boschi della valle. Vallarom lavora le uve raccolte in acciaio inox per poi affinare il vino prodotto in barriques di terzo passaggio per 6 mesi ed altri 6 in bottiglia. Il vino si presenta cosi di colore rosso rubino molto intenso con profumo di piccoli frutti e note spezziate. Al palato ha gusto sapido e ha buona persistenza mantenendo un’ottima freschezza.

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Descrizione

E’ il vitigno a bacca nera forse più importante della bassa Vallagarina. Ricerche effettuate recentemente dimostrano che il Lambrusco F.F. ha forti legami filogenetici con viti selvatiche trovate nei boschi della valle. Il vitigno godeva del favore dei viticoltori per la sua rusticità, la sua particolare resistenza agli attacchi parassitari, ai freddi invernali e l’ampia adattabilità alle diverse composizioni dei terreni, purchè prevalentemente calcarei. Fino a non molti anni fa la quasi totale produzione enologica veniva destinata ai vini da taglio e questo a determinato la scarsa conoscenza del vitigno. Alla metà degli anni ottanta si è deciso di intraprendere uno studio più approfondito sul vitigno e sono emerse interessanti novità. La prima è quella che chiarisce in maniera inequivocabile che il lambrusco a foglia frastagliata non è iscrivibile alla famiglia dei Lambruschi emiliani ai quali invece appaiono molto simili altri vitigni trentini quali Teroldego e Lagrein, ma che invece è senza dubbio un vitigno autoctono della bassa Vallagarina. Per contro una grande analogia sia morfologica che biochimica presenta il Lambrusco a F.F. con alcuni vitigni veronesi, non più coltivati e con le viti selvatiche trovate allo stato spontaneo nei dintorni di Avio. Ciò consente di affermare che il Lambrusco a F.F. è verosimilmente un vitigno autoctono della bassa valle dell’Adige e appartiene geneticamente a un gruppo di vitigni originari delle morene glaciali che si trovano a cavallo della depressione del lago di Garda e del solco vallivo dell’Adige con forti legami filogenetici con le viti selvatiche nella Valle dell’Aviana e del Vallarom. Le ricerche storiche ci dicono che già Dioscoride cita l’Oenanthè, cioè una pianta di vite da fiore; si trattava della vitis silvestris a fiori maschili e quindi non produttiva. Plinio storico romano del I° secolo D.C., chiarì che esisteva anche l’Oenanthè fert o Vocatur oenanthium a fiori femminili e perciò fertili, uviferi. Nella sua “Naturalis Historia” parlando di viti selvatiche e coltivate, scriveva: “Labrusca hoc est vite silvestris, quod vocatur oenanthium” cioè la vite selvatica chiamata Enantio. Ed è per questo che il lambrusco a F.F. viene chiamato anche Enantio. Più tardi nel 1560 uno storico parlando dei vini ottenuti in Vallagarina, affermava che in queste terre veniva prodotta l’uva Lambrusca, dalla quale derivano i vini enantini. Ricerche successive ( 1500) parlano di vini ottenuti in Vallagarina (agro tridentino) e affermano che in queste terre veniva prodotta l’uva Labrusca dalla quale si ottenevano ottimi vini rossi. Vini tanto importanti e longevi che con l’apertura del valico del Brennero (1867) erano esportati verso il centro Europa. Una piccola curiosità il vino è particolarmente ricco di resveratrolo sostanza antiossidante molto importante per la prevenzione di cardiopatie, arteriosclerosi e trombosi.

"Quando ho preso il posto dei miei nonni, dopo aver studiato all'istituto "San Michele all'Adige", avendo avuto importanti esperienze in Borgogna, Toscana, Germania e gli Stati Uniti, ho realizzato che bisognava fare un passo indietro e tornare ad un tipo di viticoltura più amichevole per l'ambiente e libera dai pesticidi chimici, per dare un "vero" prodotto, realmente "figlio" dell'ambiente, del territorio, delle mie mani e delle stagioni.

Questo ha creato il bisogno di cambiare prodotti e difese contro le malattie più pericolose e per un maggiore equilibrio nel paese, non dobbiamo dimenticare che "il vino viene fatto per la maggior parte in vigna". Così ho cominciato, passo dopo passo, verso una gestione più adatta all'ambiente, siamo consapevoli che non è possibile cambiare da una viticoltura tradizionale ad una biologica in una giornata: gli alberi non reggerebbero e non sarebbe possibile creare un giusto equilibrio tra produzione e territorio; tutto deve integrarsi: io per primo. Bisogna riuscire a mantenere l'equilibrio, ed è per questo che ho provato ad unire le mie conoscenze scientifiche moderne e le mie esperienze con la naturalezza di una viticoltura e produzione rispettosa; per esempio, non dirò mai che i miei vini non contengono anidride solforosa, che si sviluppa naturalmente durante la fermentazione; posso dire che provo ad aggiungere solamente il minimo indispensabile solo se necessario. Il mondo è inquinato ovunque e credo che dovremmo tutti impegnarci a cambiarlo senza raggiungere conclusioni inutili ed esasperanti. Parto con questo spirito, ovviamente seguendo lezioni e cercando di capire cosa è meglio per il mio terreno, clima e piante.

 Sin dall'inizio, nel 1999, ho abolito l'uso dei pesticidi chimici e, mentre la mia esperienza e simbiosi col territorio di Vallarom cresceva, anche se ho sottoscritto il "Memorandum d'intesa" dell'unione dei produttori del Trentino (l'unico esempio in Italia) che limita, anche nella viticoltura tradizionale, molti prodotti altamente tossici, ho deciso di non usare altri prodotti chimici per la difesa fitosanitaria, a partire da quelli antibotritis per finire nel 2004 usando solamente rame e zolfo. I metodi di difesa sono fatti solamente sotto condizioni climatiche favorevoli per evitare lo spreco inutile di prodotti. Abbiamo cercato un buon equilibrio per il terreno che stava cambiando da concimi chimici a concimi organici, recentemente ai concimi verdi."

 Queste le parole di Filippo Scienza, proprietario insieme alla moglie Barbara Mottini dell'azienda Vallarom. Non ci sono parole migliori per descrivere questa bellissima realtà di Avio, in Trentino nella Vallagarina, dove da anni il loro impegno e la dedizione portano alla realizzazione di vini di carattere rispettoso della natura e del territorio.

Dettaglio Prodotto
VITNVLLFF18

Scheda tecnica

Produttore
Azienda Agricola Vallarom di Filippo Scienza
Prodotto in
Italia
Regione
Trentino-Alto Adige
Formato Bottiglia
750 ml
Annata
2018
Vitigni
Lambrusco Foglia Frastagliata 100%
Gradazione Alcolica
12.5%
Biologico
Si
Allergeni
Anidride solforosa e solfiti in conc. sup. a 10mg/kg
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