Ci sono momenti nei quali per guardare al futuro occorre tornare là, dove tutto è partito. Nel caso del Ruchè, inimitabile vitigno piemontese che la sorte ha voluto epicamente preservare dalla sua scomparsa, il posto da ricercare è un luogo fisico e porta il nome “Vigna del Parroco”. Con queste parole si identifica il vigneto più antico di Ruchè di Castagnole Monferrato, la vera culla della ripartenza di una storia destinata a tramandarsi ai posteri. E in questa definizione giace anche il tributo a Don Giacomo Cauda, il parroco protagonista del “miracolo” di salvezza del Ruchè. Dopo paziente invecchiamento all'interno di pregiate essenze lignee, nasce da questo distillato una Riserva di grande complessità.
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MAZZETTI D’ALTAVILLA DEDICA QUESTA EDIZIONE LIMITATA DI 7.0 - LE ORIGINI - VIGNA DEL PARROCO - A DON GIACOMO CAUDA, ALLA SUA STORIA DI TENACIA E ALLA SUA PASSIONE PER LA NOSTRA TERRA. “Che Dio mi perdoni se, per dedicarmi anima e corpo alla vigna, a volte ho trascurato il mio ministero”. Così diceva Don Giacomo Cauda, nei suoi ultimi anni di vita. Correva infatti il 1964 quando, arrivato a Castagnole Monferrato come nuovo parroco, Don Cauda si innamorò a prima vista della vigna abbandonata che giaceva intorno alla Parrocchia. Cominciò così la lunga avventura della “Vigna del Parroco”, che ancor oggi, grazie alla dedizione della Famiglia Ferraris, dona notorietà e fortuna a tutto il territorio del Ruchè. Territorio da cui provengono le vinacce della pregiata grappa riserva. Le Origini-VIGNA DEL PARROCO, special edition della Grappa di Ruchè 100%Cru di Mazzetti, l’iconica 7.0, così chiamata perchè Sette sono i comuni del Ruchè e Zero sono i km che separano i vigneti dalla distilleria di Mazzetti d’Altavilla. RINNOVIAMO L'INVITO A VIVERE IL BUONO DELLA TRADIZIONE, DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, DAL 1846. E OGGI, GRAZIE ALLA CONDIVISIONE D'INTENTI NATA CON LA FAMIGLIA FERRARIS DI CASTAGNOLE MONFERRATO, AMBASCIATORI DI VIGNA DEL PARROCO NEL MONDO, LA MAGIA SI RIPETE.
Ci sono momenti nei quali per guardare al futuro occorre tornare là, dove tutto è partito. Nel caso del Ruchè, inimitabile vitigno piemontese che la sorte ha voluto epicamente preservare dalla sua scomparsa, il posto da ricercare è un luogo fisico e porta il nome “Vigna del Parroco”. Con queste parole si identifica il vigneto più antico di Ruchè di Castagnole Monferrato, la vera culla della ripartenza di una storia destinata a tramandarsi ai posteri. E in questa definizione giace anche il tributo a Don Giacomo Cauda, il parroco protagonista del “miracolo” di salvezza del Ruchè. Dopo paziente invecchiamento all'interno di pregiate essenze lignee, nasce da questo distillato una Riserva di grande complessità.
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